Si è tenuta questa mattina la seconda udienza del Riesame di Torino per la vicenda della Torteria di Chivasso. Rosanna Spatari, titolare del locale che a lungo si era opposta disobbedendo ai vari lockdown anti-covid, si è ritenuta ottimista. L’obiettivo, per la Spatari, è ottenere il dissequestro della Torteria. Fuori dal palazzo di Giustizia di Torino, baci e abbracci hanno accolto la pasionaria ormai simbolo delle battaglie “no Vax”.

Ad attenderla anche Marco Liccione, portavoce de “la variante Torinese”. Liccione è reduce dal match televisivo ieri sera con Massimo Giletti al programma di La7 “Non è l’Arena”.

A confermare, al quotidiano on Line TorinoOggi, le buone sensazioni in vista della sentenza che dovrebbe arrivare nei prossimi 15 giorni, è Alessandro Fusillo, avvocato di Rosanna Spatari. “Siamo fiduciosi per quanto riguarda la riapertura della Torteria. Quello che è stato fatto dal Governo e poi nel piccolo a carico del locale di Rosanna Spatari è completamente illegale. Purtroppo l’Italia è un Paese che vive una situazione di diffusa illegalità, non solo costituzionale ma soprattutto eurounitaria”.

Le parole dell’Avvocato di Rosanna Spatari della Torteria di Chivasso

“Abbiamo subito presentato – prosegue l’avvocato – istanza di dissequestro al pm di Ivrea perché, con il passaggio in zona bianca, sono venute meno tutte le restrizioni in Piemonte. Non c’era più nessuno rischio. Il provvedimento che Rosanna è accusata di aver violato era stato impugnato davanti al giudice di Pace di Ivrea e sospeso”.

“L’unico provvedimento che avrebbe potuto violare era venuto meno. Ecco perché abbiamo chiesto il dissequestro, negato prima dal pm e poi dal Gip di Ivrea”, spiega l’avvocato.

“C’è una questione di diritto comunitario, è fondamentale. Abbiamo chiesto ai giudici di prendersi il ripristino della legalità in questo Paese. Tutte le normative restrittive della libertà del commercio, per essere attuate, devono essere preventivamente notificate alla commissione. È fondamentale questo, la mancata notifica alla commissione comporta l’inattuabiità delle normative”.

Il Governo ha violato la normativa europea. E poi c’è la violazione della Carta di Nizza, che prevede il diritto fondamentale al lavoro. Con la differenza che rispetto alla Costituzione le norme europee sono di applicazione diretta e immediata all’interno della Repubblica italiana”, conclude l’avvocato Fusillo.

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