Avevano sviluppato un articolato sistema di frode. Protagoniste numerose aziende e società “cartiere”, ovvero attività che emettono fatture inesistenti. Le movimentazioni bancarie erano molto rilevanti, ma senza corrispettivi per utenze e tributi.

Così la guardia di Finanza di Torino sta eseguendo in queste ore l’operazione “Zero Assoluto“. Il decreto di sequestro preventivo, emesso dal gip di Torino, è di ben 52 milioni di euro. Il tutto nei confronti di 30 persone e 19 società. “Dichiarazione fraudolenta” e “indebita compensazione di crediti fiscali inesistenti”: queste le accuse mosse al termine dell’indagine.

Il meccanismo di frode prevedeva la pre-costituzione di crediti d’imposta, risultati poi inesistenti. Che, attraverso il fraudolento ricorso agli istituti dell’accollo del debito tributario o della cessione del credito, sono stati quindi venduti a circa il 35% dell’importo compensato a soggetti terzi. In modo da consentirne la compensazione con reali debiti tributari.

In questo modo venivano azzerate, spesso e volentieri, le posizioni debitorie nei confronti dell’Erario.
Diverse sono state le intercettazioni telefoniche in questi anni, con appostamenti, pedinamenti e perquisizioni. I reati di dichiarazione fraudolenta ed utilizzo di crediti fiscali inesistenti sono relativi al periodo dal 2017 al 2020.
Sono 11 i professionisti fra le persone coinvolte, che operano non solo in Piemonte ma anche nelle regioni Marche, Toscana, Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia e Sicilia. E, più precisamente, nelle province di Torino, Asti, Ascoli Piceno, Pisa, Roma, Chieti, Napoli, Lecce e Agrigento.

Tra i beni sequestrati figurano oltre 570 conti correnti, 37 immobili (tra cui una villa nel Canavese) e 44 veicoli, compresa una Ferrari 599 Gto.

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