(Adnkronos) –
Il più alto funzionario del Ministero degli Esteri, Sir Olly Robbins, si è dimesso dal suo incarico dopo che è emerso che il suo dipartimento non ha informato il Primo Ministro Keir Starmer del mancato superamento da parte di Lord Mandelson – coinvolto nello scandalo Epstein – dei controlli di sicurezza necessari per accedere all’incarico di ambasciatore negli Stati Uniti. Secondo quanto appreso dalla BBC, Sir Keir Starmer e il Ministro degli Esteri Yvette Cooper hanno perso la fiducia in Sir Olly Robbins, che di fatto è stato rimosso dall’incarico.
Prima dell’annuncio, Downing Street aveva repicato alle ultime rivelazioni sul caso Mandelson affermando che Starmer non era venuto a conoscenza fino a martedì scorso del mancato nulla osta sulla sicurezza per Mandelson. La precisazione segue la rivelazione del Guardian sul mancato superamento del ‘developed vetting’, il processo di controlli di più alto livello per accedere al via libera della sicurezza nazionale del Regno Unito, richiesto per chi nel quadro dell’incarico che è chiamato a svolgere può accedere a informazioni ‘Top Secret’ o lavorare in agenzie di intelligence. Consiste in un processo di controlli approfondito e in più fasi, che include questionari dettagliati, interviste personali e approfondite indagini su finanze, relazioni e stile di vita.
Da parte sua Starmer si è detto “assolutamente furioso” sul caso Mandelson. Parlando con i giornalisti da Parigi, dove si trova per la conferenza sulla sicurezza nello Stretto di Hormuz, il capo del governo di Londra ha definito “imperdonabile” e “sconvolgente” il fatto che non gli fosse stato detto che Mandelson “non aveva superato i controlli di sicurezza mentre io intervenivo in Parlamento affermando che erano state seguite le procedure previste”.
“Non solo non ne sono stato informato io, ma nessun ministro ne è stato informato e sono assolutamente furioso per questo”, ha continuato, annunciando che intende recarsi in Parlamento per “esporre tutti i fatti rilevanti in piena trasparenza, in modo che il Parlamento abbia un quadro completo della situazione”. Starmer dovrebbe rilasciare una dichiarazione sulla questione alla Camera dei Comuni lunedì.
Alla domanda se considerasse credibile che un alto funzionario pubblico abbia “unilateralmente” scavalcato l’esito del controllo sulla sicurezza per approvare una nomina politica, il primo ministro ha ribadito: “Non mi è stato detto che non aveva passato il controllo della sicurezza. Nessun ministro è stato informato che non aveva passato il controllo della sicurezza, al Numero 10 non è stato detto che non aveva passato il controllo della sicurezza.” “È totalmente inaccettabile che il primo ministro – che fa la nomina – non venga informato che il controllo della sicurezza è fallito”, afferma.
Da parte sua, il Ministero degli Esteri ha annunciato che sta “lavorando con urgenza” per soddisfare la richiesta del Primo Ministro di accertare i fatti. La deputata laburista Emily Thornberry, che presiede la Commissione Affari Esteri della Camera dei Comuni, ha detto di essersi sentita “ingannata” da Robbins, già sottosegretario permanente agli Esteri, capo del servizio diplomatico, che ha testimoniato davanti alla sua commissione a novembre riguardo al processo di verifica di Mandelson.
“Il fatto è che tutte le strade portano alle dimissioni” di Keir Starmer, ha affermato la leader Tory Kemi Badenoch in una intervista alla Bbc. “Il codice di governo prevede che quando un esponente del governo scopre…che il Parlamento è stato inavvertitamente male informato, deve correggere il prima possibile quanto dichiarato. La prima opportunità sarebbe stata mercoledì mattina, alla sessione di domande al Premier. Quando ha invece impartito un lungo sermone su qualunque cosa, rifiutando di rispondere alle domanche che gli ho posto. Non ha detto allora alla Camera dei comuni che stava violando il codice di governo”. L’aver sostenuto che un processo dovuto sarebbe seguito, quando non è stato così, è stata un’altra violazione, che ha male informato il Parlamento, ha aggiunto Badenoch. “Non importa quale storia racconti il Premier. Incappa comunque in disonestà deliberata, che sia la storia di copertura o la storia originale (il momento esatto in cui ha appreso della bocciatura di Mandelson, ndr) una delle due possibilità è comunque disonestà deliberata. Non possono essere entrambe vere, le due versioni. E questa è la ragione per cui sta mentendo”, ha concluso.
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