“Conte, dismessi i panni di avvocato del popolo, assume quelli molto meno onorevoli di avvocato d’ufficio di Bonafede e ne invoca l’assoluzione per le quotidiane e mortificanti scarcerazioni dei boss mafiosi a seguito del suo svuota carceri.

Prima che uscisse un solo mafioso il dott. Di Matteo e il dott. Ardita del CSM avevano avvisato di quanto sarebbe successo come conseguenza fatale dello svuota carceri di Bonafede.
Molto meno autorevolmente, il sottoscritto prima che uscisse un solo mafioso, aveva presentato interrogazione in cui si avvisava di quanto sarebbe accaduto.

Bonafede, sordo, proseguì divenendo utile strumento della criminalità organizzata che lo piegò con le rivolte carcerarie. Solo Conte può ancora ragliare l’innocenza di Bonafede. Conte ha già dimostrato di valere poco come avvocato del popolo, ora sembra voler dimostrare di valere nulla come avvocato difensore d’ufficio”.

Lo dichiara Andrea Del Mastro, deputato di Fratelli d’Italia e responsabile Giustizia di Fdi.

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