(Adnkronos) – Sono tredici le persone indagate dalla Procura di Gela (Caltanissetta) nell’ambito della inchiesta sulla frana di Niscemi (Caltanissetta) per disastro colposo. Lo ha detto il Procuratore capo Salvatore Vella nel corso di una conferenza stampa in Tribunale. Sono decine le audizioni condotte dalla magistratura, che ha sentito in questi mesi tecnici, funzionari e dirigenti, tutti ascoltati come persone informate sui fatti. Oggi la svolta. 

Secondo quanto emerge dall’indagine coordinata dalla Procura di Gela, tra i 13 indagati per la frana risultano iscritti anche gli ultimi quattro presidenti della Regione siciliana, in carica dal 2010 al 2026: Raffaele Lombardo, Rosario Crocetta, Nello Musumeci e il Governatore in carica Renato Schifani.  

Nel registro degli indagati risultano iscritti anche i capi della Protezione civile regionale dal 2010 al 2026, tra cui Calogero Foti e l’attuale Salvatore Cocina. Indagati anche i direttori generali della Regione preposti all’ufficio contro il dissesto idrogeologico e il responsabile dell’Ati che avrebbe dovuto eseguire le opere di mitigazione appaltata a inizio 2000. 

“In questa prima fase” l’inchiesta della Procura di Gela sulla frana di Niscemi “riguarda sostanzialmente le opere che avrebbero dovuto essere realizzate e non sono state realizzate per mitigare il rischio che la frana del 2026 ha visto, invece, realizzarsi”, ha detto il procuratore Vella nel corso della conferenza stampa. Dopo la frana di Niscemi del 1997 furono fatti i primi interventi per mettere il territorio in sicurezza. E “su questa fase non ci sono allo state contestazioni da parte nostra”, ha spiegato. Le criticitĂ  sono emerse successivamente, a partire dal novembre 2010. 

Lo smottamento avvenuto a Niscemi nel gennaio scorso “è la frana piĂą grande d’Europa – ha detto il procuratore – GiĂ  nel 1997 c’erano delle indicazioni precise sulle cose da fare, ma non sono state fatte. Nelle casse della Regione ci sono ancora 12 milioni di euro a disposizione per i lavori”. 

 

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