(Adnkronos) – In terapia per essere un padre migliore: il Principe Harry ha raccontato durante una tappa del suo tour in Australia, a Melbourne, il suo rapporto con la terapia, fatta prima di avere i suoi bambini, e l’impatto che questa ha avuto sulla paternità. Il Duca di Sussex è intervenuto ad un evento di ‘Movember’ – iniziativa benefica di raccolta fondi nata nel 2003 nella città australiana con l’obiettivo di promuovere la consapevolezza sulla salute maschile, anche quella mentale – dedicato in particolare al tema della paternità.
Harry, 41 anni, ha spiegato che prima di aver avuto i due figli, il Principe Archie, 6 anni e la Principessa Lilibet, 4 anni, si è sottoposto a delle sedute: “Sicuramente da un punto di vista terapeutico vuoi essere la versione migliore di te stesso per i tuoi figli”, ha dichiarato durante la discussione con il direttore della ricerca sulla salute maschile di ‘Movember’, il Dottor Zac Seidler. “E sapevo di avere cose del passato da affrontare e dovevo prepararmi a purificarmi”.
Prima della nascita di Archie, ha poi ricordato, il terapeuta lo esortò a cercare di “essere consapevole” del suo modo di sentirsi “una volta nato il bambino”. E lui – ha spiegato a Melbourne – sentì una “disconnessione” nei primi giorni: “Mia moglie era quella che creava la vita, e io ero lì ad assistere”, ha ricordato. Harry ha concluso la sua apparizione ricordando ai padri che “non sono soli” mentre affrontano le realtà della genitorialità. “Ai papà e ai futuri papà: sì, è un caos. Avrete un’altalena di emozioni — e non giudicate voi stessi” ha detto.
—
internazionale/royalfamilynews
webinfo@adnkronos.com (Web Info)






































