Assessorato alla Sicurezza e all’Immigrazione della Regione Piemonte: il Comune di Torino disattende il protocollo d’intesa sul superamento dei campi nomadi, scegliendo unilateralmente politiche assistenzialiste elaborate senza dialogo con la Regione. In questo modo in dubbio i fondi regionali al progetto.

È intenzione della Regione Piemonte lavorare per un superamento dei campi nomadi presenti sul territorio, per questo motivo, tra le altre iniziative intraprese, la Regione ha anche deciso di firmare un protocollo d’intesa con il Comune di Torino per andare in questa direzione. Nelle intenzioni dichiarate e sottoscritte tra tutti i soggetti aderenti a questo protocollo c’era quella di far nascere un tavolo di lavoro stabile e un gruppo di Project management, con membri indicati dai firmatari dell’intesa, per elaborare una strategia comune di azione. Ci spiace constatare, però, che mentre il tavolo e il gruppo non hanno mai iniziato la loro missione, il Comune di Torino ha deciso di portare avanti politiche di assistenzialismo non concordate con gli altri attori coinvolti, Regione compresa.

Politiche come quella che vede un’erogazione di mille euro per abbandonare il campo di via Germagnano. Strategia che, ci spiega anche la cronaca odierna che vede nuclei familiari allontanati dal campo accampati in piazza D’Armi o in altre zone di Torino, non ha sortito effetti positivi e non è stata concordata con le altre istituzioni che si sarebbero dovute sedere al tavolo. Una gestione unilaterale del problema da parte del Comune di Torino non combacia con l’accordo firmato e mette in discussione il contributo economico che la Regione Piemonte avrebbe dovuto erogare. La Regione, infatti, prima di investire soldi della collettività, vuole verificare che lo stanziamento non produca soltanto effetti simili a quello dell’assistenzialismo da mille euro ma porti a un vero superamento del problema. Per il futuro non possiamo che auspicare un modo di procedere collegiale come quello che venne applicato per il superamento del Moi. Un approccio che, siamo convinti, avrebbe portato risultati più duraturi e sistemici.

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