Ha sparato fuori dalla sua gioielleria Mario Roggero, il negoziante di 66 anni che lo scorso 28 aprile ha reagito alla rapina a Grinzane Cavour, nel Cuneese. Uccidendo due banditi e ferendone un terzo.

Lo ha stabilito la Procura di Asti, che ieri ha ricostruito la scena del crimine con l’ausilio dei consulenti medico-legale e balistico. Secondo cui le vittime sono state colpite mentre erano in fuga. Alle spalle. Un quadro “chiaro” per gli avvocati dei tre rapinatori, e dei loro famigliari. Mentre il gioielliere, al momento indagato per omicidio colposo ed eccesso di legittima difesa, rischia la ben più grave accusa di duplice omicidio volontario. Al netto di tutte le attenuanti.

La procura al momento non si sbilancia sull’eventuale riformulazione del capo di imputazione. “L’ufficio prosegue gli accertamenti. Avvalendosi del Comando Compagnia carabinieri di Alba e dei consulenti medico legale e balistico. – Precisa il procuratore Alberto Perduca. – Alla conclusione, una volta ricostruito il fatto in modo completo provvederà alla sua conforme qualificazione giuridica e alle conseguenti determinazioni”.

La rapina di Grinzane, il gioielliere ha sparato fuori senza alcuna colluttazione

Adesso, però, è certo che “i colpi di pistola che hanno ucciso due rapinatori e ferito il terzo. – Sottolinea il magistrato – risultano essere stati tutti sparati all’esterno del negozio”, quando i malviventi “si davano alla fuga”. Il gioielliere, che alcuni anni prima aveva già subito una rapina, li ha inseguiti in strada. Tra l’uscita laterale del laboratorio e via Garibaldi. E lì, senza alcuna colluttazione o scontro fisico, ha sparato almeno quattro proiettili con il revolver che deteneva in modo regolare.

Il primo, secondo la ricostruzione degli inquirenti, ha mandato in frantumi il vetro della Ford Fiesta bianca che i banditi volevo usare per fuggire. Il secondo ha colpito il trentenne Alessandro Modica che, fuggito a piedi, si è poi recato in ospedale. Dove è stato arrestato, perché ferito alla gamba destra. Gli altri due proiettili calibro 38 hanno colpito alle Andrea Spinelli, 44 anni, e Giuseppe Mazzarino, 58, raggiungendo il cuore e uccidendoli.

O io o loro…”, aveva detto il giorno dopo il gioielliere, sostenendo di avere reagito per proteggere la moglie e la figlia presenti alla rapina. E minacciate con un coltello e una pistola, che soltanto in un secondo momento è risultata finta.

“Ha agito in una condizione di forte agitazione per l’aggressione subita da lui e dai suoi familiari”, sottolinea il suo legale, l’avvocato Stefano Campanello. La posizione del suo assistito potrebbe però aggravarsi. Anche se fuori dalla gioielleria aumentano i messaggi di solidarietà di negozianti e cittadini.
“Caro Mario, io non conosco te e tu non conosci me. Sono dalla tua parte. Non mollare, non sei solo”, si legge in uno di questi.

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