La riforma della farmaceutica e il testo unico attualmente in discussione rappresentano un’opportunità per correggere squilibri e migliorare l’accesso alle terapie nel Servizio sanitario nazionale. “È una grande occasione per puntellare alcune criticità, a partire dall’equità di accesso alle terapie. Oggi questo tema è affrontato solo in parte, ad esempio con la valorizzazione dei farmaci territoriali, ma restano nodi importanti come la duplicazione dei centri decisionali che rallenta l’accesso ai farmaci. Mi riferisco ai prontuari terapeutici e alle commissioni regionali che si aggiungono al passaggio di Aifa, creando un doppio o triplo livello che può e deve essere superato. È inoltre necessario intervenire sulla governance tra farmaci e test diagnostici genetici, perché oggi viaggiano a velocità diverse, e sulla regolazione della digital health e delle terapie digitali”. Lo ha detto Tonino Aceti, presidente Salutequità, intervenendo a Roma al convegno ‘Adnkronos Q&A – Salute, prevenzione e risorse: le sfide’.

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