Manifestazione dei tassisti questa mattina a Torino. In centinaia sono scesi in piazza per chiedere una nuova legge regionale che distingua i taxi dagli Ncc (Noleggio auto con conducente). La categoria, dopo essersi radunata in piazza Vittorio a Torino, ha sfilato in corteo fino al palazzo della Regione Piemonte.

L’attenzione è stata posta su due punti: la territorialità e le multi-rimesse. Quest’ultime superano l’obbligo di rientrare in rimessa, permettendo così agli Ncc di prendere più corse.

Francesco Ammirati, del comitato di base tassisti torinesi che hanno organizzato la manifestazione, spiega che “il concetto è che ognuno deve fare il suo lavoro. Torino è penalizzata dalla legge nazionale, per cui la licenza permette di poter lavorare in tutta la provincia. E con una provincia di 312 comuni vuol dire che si può prendere la licenza ovunque e poi venire a lavorare in città. È un principio che in realtà con meno comuni può funzionare, ma non qui. Vanno rivisiti i criteri di territorialità e creare bacini di competenza più piccoli per limitare le emissioni di licenze. Non abbiamo nulla contro gli Ncc ma la legge penalizza il comparto”.

Sotto la lente di ingrandimento anche i fenomeni di abusivismo di licenze. A giugno è stato consegnato un documento di proposta di modifica della legge regionale, per chiarire meglio confini tra Ncc e Taxi.

Il presidente di Taxi Torino Alberto Aimone Cat aggiunge: “contestiamo il principio di territorialità. E chiediamo alla Regione di rivalutarlo bene. Chiediamo che si rivedano le possibilità di multi-rimesse e i territori, ad esempio nell’area Metropolitana di Torino dovrebbe lavorare solo chi ha preso la licenza in quest’area e non in arrivo da aree periferiche. Così si rischia anche di penalizzare i cittadini che vivono fuori dall’area metropolitana e che non possono usufruire dei servizi”.

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