Il vincolo dei “due mandati per onestà” già scricchiolava con l’invenzione del “mandato zero” di Di Maio. Il nuovo capo politico del Movimento 5 Stelle, Vito Crimi ha rincarato la dose del tradimento di uno dei punti fermi con cui hanno iniziato i pentastellati, aprendo la discussione sulla permanenza del vincolo per chi amministra: “abbiamo sindaci al secondo mandato a Roma e Torino, Marino, chi amministra dovrebbe poter lavorare in un’ottica pluriennale, quindi una riflessione va fatta. Il mondo cambia, e dobbiamo tenerne conto”.

Farebbe ridere se non facesse piangere. Questa motivazione è la stessa che gli rispondevano i partiti tradizionali, per contestare la loro proposta vincolante. Così Chiara Appendino potrebbe ricandidarsi come anche Virginia Raggi a Roma, cosa che la Chiara torinese ha già detto di voler valutare dopo l’estate.

Chi vota è ormai – purtroppo – abituato a tradimenti e abiure. Bisogna però capire la base del Movimento cosa ne penserà. Che senso ha stare un un movimento che si è rivelato uguale ai predecessori e che, anzi, ha fatto rivalutare chi amministrava precedentemente, seppur con pessimi risultati?

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