La decisione è nell’aria, e con ogni probabilità la Regione Piemonte entrerà in zona rossa a partire da Lunedì 15 Marzo.

Le autorità sanitarie hanno già affermato quanto la settimana appena trascorsa sia stata molto difficile per i contagi Covid in Regione. Confrontata soprattutto con la settimana precedente dal 22 al 28 Febbraio: in sette giorni i contagi sono cresciuti da 8.185 a ben 12.087, con un incremento di quasi il 50 per cento, per la precisione il 47,8.

Piemonte in zona rossa? Contagi ed RT aumentano

Ben 3902 contagi in più che ha fatto alzare tantissimo l’indice di contagio ogni 100mila abitanti. Il valore è cruciale per definire il colore della regione, e si è attestato a quota 277,45, 27 punti in più rispetto alla soglia di allerta per far scattare la zona rossa. Il provvedimento entrerà in vigore, secondo le regole da tempo adottate dal governo, in base ai numeri rilevati una settimana prima.

Blocco degli spostamenti

In area rossa sono consentiti esclusivamente gli spostamenti per comprovati motivi di lavoro, salute o necessità. Quindi dopo un anno si fermerà nuovamente tutto.

La valutazione circa la sussistenza di motivi giustificativi, e in particolare quelli per le situazioni di necessità, rispetto alle variegate situazioni che possono verificarsi in ciascuna vicenda concreta, resta rimessa all’Autorità competente indicata dall’articolo 4, comma 3, del Decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19 (che, per le violazioni delle prescrizioni dei Dpcm, è di norma il Prefetto del luogo dove la violazione è stata accertata). Il cittadino che non condivida il verbale di accertamento di violazione redatto dall’agente operante può pertanto fare pervenire scritti e documenti difensivi al Prefetto, secondo quanto previsto dagli artt. 18 e seguenti della Legge 24 novembre 1981, n. 689.

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