La città di Rivoli ha ospitato sabato 17 luglio l’Associazione sportiva Più Sport Più Emozioni. Per la presentazione del progetto del giro d’Italia di triathlon solidale “Più giri più vivi”, che comprenderà 50 tappe in tutta Italia. E che partirà da Avigliana il 27 luglio.

“Più giri più vivi” è voluto da Sara Rubatto e Mauro Cennerazzo (fondatori dell’associazione). I quali, come dichiarato dal Sindaco di Rocca Canavese Alessandro Lajolo, “aiutano le persone super abili a vivere lo sport e far brillare la loro scintilla speciale”. Anche Rai2 ha intervistato a Rivoli l’Associazione Più Sport Più Emozioni per sottolineare l’importanza del rispetto e della condivisione attraverso lo sport.

Giro d’Italia di triathlon per atleti con disabilità

Il giro d’Italia di triathlon solidale vedrà protagonisti atleti affetti da disabilità fisica, alcuni dei quali affiancati dagli atleti guida. Che avranno il compito di supportarli durante le gare. Il progetto è stato patrocinato dalla Regione Piemonte e da Unicef.
Alla conferenza di Sabato sono intervenuti Sara Rubatto, Mauro Cennerazzo, Carlo Rista (Presidente del Comitato Regionale Piemonte F.I.T.R.I), Antonio Sgroi (Presidente UNICEF-Comitato Provinciale Torino), Silvia Bruno (Presidente Comitato Paralimpico Italiano Piemonte), Giuseppe Antonucci (Vice Presidente della Consulta per le Persone in Difficoltà) e Lorenzo Cravero (“Iroman” e membro dell’associazione sportiva dilettantistica Team Panda). Sono anche stati proiettati i video messaggi del Colonnello Carlo Calcagni (atleta paralimpico pluripremiato, vittima di intossicazione da uranio impoverito durante una missione in Bosnia Erzegovina nel 1996) e dell’atleta ed allenatore Andrea Gabba.

La presentazione a Rivoli

Tra le autorità amministrative di Rivoli erano presenti il Sindaco Andrea Tragaioli, il Vice Sindaco Laura Adduce, Il Vice capo Gruppo Lega Lucia Garzone, Gli assessori Alessandra Dorigo e Andrea Filattiera ed i consiglieri di opposizione.

Sara Rubatto racconta che cos’è “Più giri più vivi” in una lettera. “C’è chi pedala, c’è chi fa battere il cuore, c’è chi in quel sorriso riesce a sfondare le fondamenta del tuo vivere, c’è chi senza parole arriva al tuo cuore. C’è chi, in quel momento di pezzo di asfalto o di sabbia, ti fa sentire la sua presenza umana. C’è chi lotta contro i suoi timori e le sue difese e chi prova a togliersi le sue corazze per essere così com’è. C’è chi ti segue nei pensieri da lontano ma che poi così, lontano non è, quando ti senti vivo dentro. Io e te lontani e vicini. C’è chi non vede un limite ma un’opportunità in quell’essere solidale a modo proprio. C’è chi è seduto, ora in questa sala, per caso, inviato, voluto, chiamato. La tua presenza vive già in questo giro d’Italia solidale, perché essere solidali è il battito di tutti e per tutti”.

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