(Adnkronos) – ll Servizio sanitario nazionale è oggi chiamato a evolvere per rispondere a criticità ormai strutturali, ma anche a cogliere le opportunità offerte da prevenzione, innovazione e nuovi modelli assistenziali. E’ questo il tema al centro della terza edizione del ‘Q&A Forum Salute di Adnkronos’, oggi al Palazzo dell’Informazione di Roma, che ha riunito istituzioni, esperti e stakeholder del settore per un confronto sulle prospettive di riforma del sistema, dall’innovazione farmaceutica all’integrazione tra pubblico e privato. Tra i partecipanti il ministro della Salute Orazio Schillaci, il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato e il presidente di Farmindustria Marcello Cattani. Liste d’attesa, carenza di personale e risorse limitate continuano a rappresentare i principali nodi della sanità italiana. In questo scenario, il rafforzamento della prevenzione, una gestione più efficace delle cronicità e il ritorno alla centralità del paziente si configurano come elementi chiave per garantire sostenibilità e qualità dell’assistenza.
A delineare il rapporto tra cittadini e sistema sanitario è la rilevazione Adnkronos 2026, condotta tra fine febbraio e inizio aprile su oltre 6.300 utenti. I dati restituiscono un quadro articolato: da un lato cresce l’attenzione verso salute e prevenzione, dall’altro persistono difficoltà nell’accesso alle cure. Il livello di fiducia nel Servizio sanitario nazionale si mantiene significativo, con il 58% degli intervistati che dichiara di avere fiducia nel sistema pubblico, ma nel confronto con la stessa rilevazione dello scorso anno questo dato scende (dal 65% al 58%), salendo di conseguenza chi si dice sfiduciato (dal 35% al 42%). Il 61% si considera adeguatamente informato sulle opzioni di cura, tra pubblico e privato. Resta tuttavia un’area non trascurabile di fragilità informativa: circa 4 cittadini su 10 si dichiarano poco o per nulla informati. Il dato più critico riguarda l’accesso alle prestazioni, con il 70% degli intervistati che afferma di aver rinunciato almeno una volta a esami o cure a causa delle lunghe liste d’attesa: un dato in crescita rispetto al 62% dello scorso anno. Una pressione che spinge sempre più cittadini verso il privato: il 45% dichiara di avervi fatto ricorso nell’ultimo anno. Nonostante ciò, il ricorso a strumenti integrativi resta limitato, con solo il 29% che dispone di un’assicurazione sanitaria.
“Le liste d’attesa sono oggi il problema più grave percepito dai cittadini e non possiamo più permetterci ritardi: è su questo fronte che si gioca la credibilità del Servizio sanitario nazionale. Per questo abbiamo già avviato interventi concreti e rafforzato il confronto con le Regioni, nella consapevolezza che serve una piena collaborazione istituzionale per ridurre davvero i tempi. Un passaggio chiave sarà la pubblicazione, già dal prossimo mese, dei dati Agenas Regione per Regione, che garantiranno finalmente trasparenza e ci permetteranno di intervenire in modo puntuale dove ci sono maggiori criticità. Parallelamente, stiamo portando avanti con decisione la riforma della medicina territoriale: è una sfida decisiva, che riguarda l’equità e l’efficienza del sistema”, ha sottolineato il ministro Schillaci.
I servizi sul territorio e la sfida dell’approvvigionamento dei farmaci sono tra i temi prioritari in questa fase: “La farmacia dei servizi costituisce un presidio sanitario di prossimità strategico per il Servizio sanitario nazionale, in particolare nei territori più interni e fragili del Paese. La stabilizzazione di questo modello, sostenuta con un finanziamento dedicato di 50 milioni di euro, consente di migliorare l’accessibilità alle cure, soprattutto per anziani e soggetti più vulnerabili. Sul fronte delle carenze, stiamo rafforzando gli strumenti normativi per favorire la produzione nazionale di farmaci e principi attivi e monitorare tempestivamente eventuali criticità, a tutela della continuità terapeutica. Parallelamente, investiamo nella digitalizzazione e nell’integrazione dei dati sanitari, leve fondamentali per l’assistenza e la ricerca”, ha spiegato il sottosegretario Gemmato.
Accanto alle criticità emerge una crescente apertura verso l’innovazione: si rafforza la consapevolezza del ruolo che il digitale può svolgere nel migliorare l’efficienza e l’accessibilità del sistema sanitario, indicando una direzione chiara per le politiche future. “Oggi le priorità sono chiare: sostenere l’innovazione con strumenti nuovi e superare definitivamente un meccanismo di payback che, con 2,3 miliardi di euro, è ormai insostenibile e rischia di compromettere la capacità del Paese di attrarre investimenti. Il Governo ha dato un segnale importante intervenendo nella legge di Bilancio, ma ora serve un passo strutturale nel Testo unico, fondato su semplificazione, certezza delle regole, uso dei dati e misurazione degli esiti di salute. In questo contesto va affrontato con decisione anche il tema della Most Favoured Nation, che non è transitorio e richiede una risposta coordinata e di alto livello. Serve garantire equità, tempi certi e accesso omogeneo all’innovazione, nell’interesse dei cittadini, del servizio sanitario e di un’industria strategica per l’Italia e per l’Europa”, ha osservato il presidente di Farmindustria Cattani.
“Accompagnare i cittadini nella comprensione delle trasformazioni della sanità è oggi una priorità. Il Q&A Forum Salute nasce con l’obiettivo di offrire contenuti autorevoli e basati sui dati, favorendo un confronto trasparente tra istituzioni, imprese e società civile. Solo attraverso un dialogo informato è possibile capire le criticità e costruire un sistema sanitario più equo, efficiente e sostenibile”, ha dichiarato Davide Desario, direttore Adnkronos.
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