C’è grandissima attesa per il nuovo report settimanale dell’Iss sulla situazione Covid in Italia, in cui verrà ufficializzato il “cambio di colore” in zona arancione del Piemonte.

Arriverà la conferma dal Governo. Intanto il presidente della Regione, Alberto Cirio, con un videomessaggio su Facebook, invoca la massima prudenza per non vanificare i sacrifici.
Lo stesso premier Conte ha detto che “è una giornata importante”, perché si attendono grandi cambiamenti rispetto all’evoluzione delle misure restrittive imposte nelle varie Regioni.

Le parole Cirio

Il Presidente Alberto Cirio ha anticipato gli esiti dell’Istituto Superiore di Sanità. L’indice di contagio regionale è sceso sotto l’1, ovvero sotto la soglia di pericolo. Quando il Piemonte è diventato zona rossa a inizio novembre era a 2,16.
Dire che in Piemonte l’Rt è sotto 1 non significa assolutamente che il virus se ne stia andando, ma semplicemente che sì sono ridotti i contagi, ma anche viene scoperto meno.

“I numeri dicono che il sacrificio è servito”, dice Cirio, che però chiede prudenza. “È un passo questo, non un risultato. Dobbiamo stabilizzare i risultati fin qui ottenuti per non dovere tornare a richiudere”. “Non possiamo avere un Natale come quella che è stata l’estate in qualche regione d’Italia, lo pagheremmo tutti – ha sottolineato Cirio – e per questo servono prudenza e condivisione”.

Quanto avverrà il cambio? Nei primi giorni della prossima settimana, tra martedì 1 e giovedì 3 dicembre probabilmente. Dopo la formalizzazione della pagella il ministro Speranza firmerà un’ordinanza con la quale posizionerà il Piemonte nella zona arancione.
Il Governatore Cirio conclude il video messaggio “vi lascio per una conferenza importante con il governo per le regioni. Dove si parlerà di poter riaprire le scuole in presenza assicurando la massima sicurezza. Parleremo anche della situazione montagna e come salvaguardare la stagione sciistica, per la importante per la nostra regione”.

Piemonte in zona arancione ecco cosa cambia

Il passaggio dalla zona rossa ad arancione significa la riapertura di tutti i negozi. Di tutti i servizi alla persona e del comparto non alimentare nei mercati.
Per i centri commerciali, invece, la Regione sta pensando ad alcune limitazioni per evitare gli assembramenti.

Spostamenti

Nell’area arancione è consentito spostarsi esclusivamente all’interno del proprio Comune, dalle 5 alle 22, senza necessità di motivare lo spostamento. Dalle 22 alle 5 sono vietati tutti gli spostamenti, ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute.

Inoltre sono vietati, 24 ore su 24, gli spostamenti verso altri Comuni e verso altre Regioni. Ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di studio o di salute o per svolgere attività o usufruire di servizi non disponibili nel proprio Comune.

La spesa in un comune diverso

Gli spostamenti verso Comuni diversi da quello in cui si abita sono vietati, salvo che per specifiche esigenze o necessità. Fare la spesa rientra sempre fra le cause giustificative degli spostamenti. Laddove quindi il proprio Comune non disponga di punti vendita o nel caso in cui un Comune contiguo al proprio presenti una disponibilità. Anche in termini di maggiore convenienza economica, di punti vendita necessari alle proprie esigenze, lo spostamento è consentito e dovranno essere autocertificati.

La seconda casa:

L’accesso alla seconda casa è sempre consentito dalle 5 alle 22 nel proprio comune. Dalle 22 alle 5, o se si trova in un altro comune, è consentito solo se dovuto alla necessità di porre rimedio a situazioni sopravvenute e imprevedibili (quali crolli, rottura di impianti idraulici e simili, effrazioni, ecc.) e comunque secondo tempistiche e modalità strettamente funzionali a sopperire a tali situazioni.

Attività commerciali, ristorazioni, bar, gelaterie:

Nella zona arancione i ristoranti e le altre attività di ristorazione, compresi bar, pasticcerie e gelaterie, sono aperti esclusivamente per la vendita da asporto, consentita dalle 5 alle 22, e per la consegna a domicilio, consentita senza limiti di orario. Ma deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti.

Attività commerciali:

Prevista la riapertura di centri estetici e non sono previste limitazioni alle categorie di beni vendibili. Nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole.

Le attività commerciali al dettaglio si svolgono comunque a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni.

Inoltre, le attività aperte devono rispettare i protocolli o le linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi.
Fra queste vi è il mantenimento del distanziamento interpersonale e la pulizia e l’igiene ambientale almeno due volte al giorno e in funzione dell’orario di apertura, nonché la garanzia di adeguata aereazione naturale e ricambio d’aria.

Misure anti-contagio da rispettare

Tra le misure anti contagio, l’ingresso uno alla volta negli esercizi di vicinato (fino a 40 metri quadrati) oltre a un massimo di due operatori. L’accesso regolamentato e scaglionato, in proporzione alla relativa superficie aperta al pubblico, nelle medie e grandi strutture di vendita. Differenziando, ove possibile, percorsi di entrata e di uscita. Infine è previsto l’uso obbligatorio di mascherine e guanti per i lavoratori e quello del gel per disinfettare le mani e dei guanti monouso, particolarmente negli esercizi di vendita di generi alimentari e bevande. Da mettere a disposizione in prossimità delle casse e dei sistemi di pagamento.

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